La sonda della Nasa ha toccato l’asteroide Bennu

Dopo un viaggio di quattro anni, la sonda Osiris-Rex della Nasa ha toccato l’asteroide Bennu per raccogliere alcune decine di grammi di polvere da portare sulla Terra, destinata a raccontare le origini del Sistema Solare: un’operazione di alta precisione eseguitta alla distanza di 330 milioni di chilometri.


Rappresentazione artistica della sonda Osiris-Rex pronta a toccare l’asteroide Bennu (fonte: Nasa/Goddard/University of Arizona)

“Tutto è andato alla perfezione”, ha annunciato pochi minuti dopo il contatto Dante Lauretta, il responsabile della missione: “E’ stata scritta una pagina di storia stasera”, ha commentato. L’obiettivo della missione è raccogliere almeno 60 grammi di frammenti che spera rivelino gli ‘ingredienti’ originali del sistema solare.

Raccogliere un campione direttamente da un asteroide offre un’opportunità unica di studiare le rocce che risalgono alla formazione del Sistema Solare, avvenuta più di 4,5 miliardi di anni fa. “Mentre i pianeti e le lune sono cambiati nel corso dei millenni, molti di questi piccoli corpi no”, ha detto Lori Glaze, capo della divisione di Scienze planetarie della Nasa.

“Gli asteroidi – ha aggiunto – sono come capsule del tempo che possono fornire una testimonianza fossile della nascita del nostro Sistema Solare”. La sonda, lanciata nel 2016, ha toccato  una zona al centro del sito Nightingale, del diametro di 16 metri, selezionato perché ricco di materiale a grana fine, ma sulla regione incombono massi delle dimensioni di un edificio.

La sequenza di discesa è iniziata quando Osiris-Rex cha acceso i propulsori per lasciare la sua orbita sicura a circa 770 metri dalla superficie di Bennu e scendere verso il suolo. Arrivata a un’altezza di 125 metri, la sonda ha eseguito un’altra manovra per aggiustare la posizione e regolare la velocità.
Circa 11 minuti più tardi, a un’altitudine di 54 metri, la sonda ha frenato e ha cominciato a prendere di mira il suo obiettivo.
Quindi ha toccato la superficie per meno di 16 secondi, sparando una delle sue tre bombole pressurizzate di azoto. Il gas ha sollevato il materiale dalla superficie di Bennu, mentre la sonda si allontanava. Raggiunta una distanza di sicurezza, la sonda ha esteso il suo braccio robotico lungo 3,4 metri per raccogliere i campioni: 60 grammi di polvere e ghiaia da portare a Terra entro il 2023.

Fonte: ANSA.